Come la tecnologia avvicinerà uomo e macchina nel futuro

Postato Agosto 28th, 2008 da Tiziano Creola

La settimana scorsa, in occasione dell’IDF (Intel Developer Forum, il più importante evento tecnico del settore della tecnologia per gli sviluppatori di hardware e software su piattaforme Intel) che si è tenuto a San Francisco, Il Chief Technology Officer di Intel Corporation, Justin Rattner, ha delineato un quadro su come la tecnologia avvicinerà uomo e macchina entro il 2050.

I ricercatori Intel stanno lavorando su un Wireless Resonant Energy Link (WREL): Rattner ha dimostrato come sia possibile accendere una lampadina da 60 watt senza usare alcun filo o presa, sfruttando una quantità di energia superiore a quella normalmente necessaria per alimentare un normale notebook. La sorprendente innovazione di WREL è che sarà probabilmente in grado di fornire energia wireless in modo sicuro ed efficiente.

I ricercatori Intel stanno anche studiando il modo in cui milioni di minuscoli micro-robot, chiamati catomi, possano produrre materiali capaci di cambiare forma. Qualora utilizzata per sostituire case, display e tastiera di un dispositivo informatico, tale tecnologia permetterebbe al dispositivo stesso di variare forma fisica, per adattarsi alla specifica modalità in cui lo si sta usando. Un computer portatile, ad esempio, potrebbe diventare minuscolo dentro una tasca, trasformarsi in ricevitore se adoperato come telefono cellulare, oppure farsi grande e piatto, con una tastiera per navigare in Internet o guardare un film.

Infine, Rattner ha presentato due prototipi funzionanti di personal robot sviluppati presso i laboratori di ricerca Intel. Una dimostrazione riguardava il cosiddetto electric field pre-touch, implementato nella mano di un robot: si tratta di un’innovativa tecnica basata sulla modalità percettiva comune nei pesci ma non nell’uomo, per la quale sono capaci di “sentire” gli oggetti ancor prima di toccarli. L’altra dimostrazione presentava un robot con dispositivo di manipolazione mobile autonoma e completa, in grado di riconoscere volti umani, nonché interpretare ed eseguire comandi generici quali “riordina e pulisci”: tutto questo utilizzando un’avanzatissima tecnologia di programmazione del movimento, manipolazione, percezione ed intelligenza artificiale.

Di seguito la notizia:

Anche l’ultimo filo sparirà: alimentazione wireless

Immaginate di trovarvi in aeroporto o in una stanza col vostro notebook: invece di consumarne la batteria, questa si ricarica! Partendo dai principi studiati dai fisici del MIT, i ricercatori Intel stanno lavorando su un Wireless Resonant Energy Link (WREL). Rattner ha dimostrato come sia possibile accendere una lampadina da 60 watt senza usare alcun filo o presa, sfruttando una quantità di energia superiore a quella normalmente necessaria per alimentare un normale notebook.

La sorprendente innovazione di WREL è che sarà probabilmente in grado di fornire energia wireless in modo sicuro ed efficiente. La sua tecnologia si basa su alcuni risonatori saldamente accoppiati, un principio simile all’effetto per il quale una cantante esperta riesce a infrangere un bicchiere con la voce. Alla frequenza naturale del risonatore ricevente, l’energia viene perfettamente assorbita, così come un bicchiere assorbe energia acustica alla sua naturale frequenza. Implementando questa tecnologia in un notebook, ad esempio, le batterie verrebbero ricaricate non appena il computer raggiunge una determinata vicinanza al risonatore trasmittente. Resta ancora molto da studiare e perfezionare a livello tecnico, ma i ricercatori di Intel sperano di trovare un modo per eliminare qualunque filo dai dispositivi mobili e implementare al più presto l’alimentazione wireless su piattaforme Intel.

Materia programmabile: computer che cambiano forma

I ricercatori Intel stanno anche studiando il modo in cui milioni di minuscoli micro-robot, chiamati catomi, possano produrre materiali capaci di cambiare forma. Qualora utilizzata per sostituire case, display e tastiera di un dispositivo informatico, tale tecnologia permetterebbe al dispositivo stesso di variare forma fisica, per adattarsi alla specifica modalità in cui lo si sta usando. Un computer portatile, ad esempio, potrebbe diventare minuscolo dentro una tasca, trasformarsi in ricevitore se adoperato come telefono cellulare, oppure farsi grande e piatto, con una tastiera per navigare in Internet o guardare un film.

Rattner non nega che questa ricerca di Intel sia particolarmente impegnativa, ma gli obiettivi prefissati vengono raggiunti in maniera promettente e continuativa. Il CTO ha presentato per la prima volta i risultati di una tecnica innovativa finalizzata a produrre minuscoli emisferi in silicio per mezzo della fotolitografia, un procedimento attualmente utilizzato per costruire i chip. Tale metodo rappresenta uno degli elementi strutturali di base necessari per realizzare catomi funzionali: esso renderà più semplice compattare gli indispensabili componenti numerici e meccanici all’interno di un minuscolo involucro largo meno di un millimetro. La tecnica sopradescritta appare compatibile con la fabbricazione su vasta scala e offre la possibilità di produrre catomi in quantità considerevoli in un prossimo futuro.

Michael Garner, Program Manager del settore Emerging Materials Roadmap, ha poi raggiunto Rattner sul palco per discutere l’importanza della ricerca di nuove tecnologie per il silicio, mantenendo così valida la Legge di Moore nel prossimo decennio e oltre. Tra gli altri settori di ricerca, Intel sta attualmente tentando di andare oltre i transistor planari per arrivare a transistor 3D, e sta indagando su come impiegare semiconduttori composti per sostituire il silicio nel canale del transistor. Guardando ancora più avanti, Intel sta esplorando una serie di tecnologie non basate su carica elettrica, che un giorno potrebbero rimpiazzare completamente la tecnologia CMOS.

Robot: dalle aziende alla vostra cucina

Oggigiorno i robot vengono principalmente utilizzati in ambito industriale e progettati per eseguire un singolo compito ripetutamente; nulla di più. Secondo Rattner, per arrivare a un livello di robotica “personale”, i robot dovrebbero potersi muovere e spostare oggetti in ambienti umani particolarmente disordinati e dinamici, avere cognizione dei luoghi circostanti percependo e riconoscendo il movimento del mondo fisico, nonché imparare ad adattarsi e svolgere nuove azioni. Rattner ha presentato due prototipi funzionanti di personal robot, sviluppati presso i laboratori di ricerca Intel. Una dimostrazione riguardava il cosiddetto electric field pre-touch, implementato nella mano di un robot: si tratta di un’innovativa tecnica basata sulla modalità percettiva comune nei pesci ma non nell’uomo, per la quale sono capaci di “sentire” gli oggetti ancor prima di toccarli. L’altra dimostrazione presentava un robot con dispositivo di manipolazione mobile autonoma e completa, in grado di riconoscere volti umani, nonché interpretare ed eseguire comandi generici quali “riordina e pulisci”: tutto questo utilizzando un’avanzatissima tecnologia di programmazione del movimento, manipolazione, percezione ed intelligenza artificiale.

Oltre ai robot che diventeranno sempre più simili all’uomo, Rattner ritiene che verranno raggiunte nuove innovazioni per rendere più efficace l’interazione uomo-macchina. Randy Breen, Chief Product Officer del settore Emotiv Systems, ha raggiunto Rattner sul palco per effettuare una dimostrazione delle cuffie EPOC* di Intel. Emotiv EPOC identifica i pattern delle onde cerebrali, li elabora in tempo reale e trasmette a un videogame i pensieri consci o inconsci dell’utente, come espressioni facciali, azioni inconsce o emozioni. Un utente dotato di tali cuffie potrebbe pensare di sorridere o sollevare un oggetto, e il suo avatar nel videogame eseguirebbe tali azioni. EPOC è al momento in grado di identificare oltre 30 diverse rilevazioni tramite i 16 sensori disposti sulle cuffie.

Per approfondimenti: blogs.intel.com

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What’s next in media?

Postato Luglio 18th, 2008 da Francesco Federico

Questa di Neil Perkin è una delle migliori presentazioni che abbia mai visto, sul tema del rapporto old-new media e di come si possa iniziare a pensare di gestire e organizzare questo cambiamento di fatto già avvenuto.

Molti parlano di “transizione” dimenticando però che in realtà il concetto di transizione implica un processo che ha un inizio, un “durante” e una fine. I media sono invece cambiati, non c’è nessuna transizione in corso, c’è stato un netto cambiamento di cui bisogna solo prendere atto.

Capire come relazionarsi col nuovo scenario e come trarre vantaggio dalle nuove dinamiche è un vantaggio competitivo enorme, soprattutto ora che sono pochi ad aver compreso le modalità con cui “cavalcare” la nuova situazione.

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